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Itinerario: Guida Cicloturistica della Capitanata

Guida relizzata dall'Assessorato al Turismo della Provincia di Foggia in collborazione con Associazione Cicloamici Foggia FIAB e Federazione Italiana Amici della Bicicletta
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Referenze della guida
Informazioni per un corretto uso della guida
| 1° "Il Gargano Segreto" |
Da: San Nicandro Garganico a: San Nicandro Garganico via: San Marco in Lamis - Cagnano Varano |
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2° "L'uomo garganico e la roccia" |
Da: San Severo a: San Severo via: San Marco i Lamis - Rignano Garganico |
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3° "Il Gargano settentrionale lungo la costa ed attraverso la Foresta Umbra" |
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Da: Vieste a: Vieste via: Foresta Umbra - Vico del Gargano - Peschici |
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4° "Tra mare monti del Gargano" |
Da: Manfredonia a: Vieste via: Mattinata - Gargano centrale |
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5° "Il gran tour della Costa settentrionale" |
Da: Vieste a: Poggio Imperiale (stazione ferroviaria) via: Mattinata - Gargano centrale |
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6° "Giro-laguna di Varano" |
Da: Vico del Gagano a: Rodi Gargaico via: Ischitella - Crpino - Cagnano Vrano - Rodi arganico |
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7° "Tra mare e colli della Daunia" |
Da: Marina di Chieuti (stazione ferroviaria) a: Marina di Chieuti (stazione ferroviaria) via: Chieuti - Serracapriola - San Paolo di Civitate |
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8° "I castelli di Federico II" |
Da: Lucera a: Lucera via: Castelforentino - Torremaggiore |
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9° "Da Lucera ai Monti Dauni" |
Da: Lucera (stazione ferroviaria) a: Lucera (stazione ferroviaria) via: Pietramontecorvino - Alberona - Tertiveri |
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10° "Tra boschi e mulini dei Monti Dauni" |
Da: Foggia a: Foggia via: Biccari - Roseto Valfortore - Alberona |
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11° "Lungo la Valle del Celone" |
Da: Foggia a: Foggia via: Caselluccio Valaggiore - Faeto - Celle San Vito |
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12° "Andar per Castelli della Daunia" |
Da: Panni (stazion ferroviaria) a: Bovino (stazione ferroviaria) via: Panni - Accadia - Sant'Agata di Puglia - Deliceto - Bovino |
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13° "Da Asculum ad Herdonia lungo la ia Appia-Traiana" |
Da: Foggia a: Foggia via: Ascoli Satriano - Ordona |
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14° "Lungo il Tratturo della Trsumanza" |
Da: Foggia a: Foggia via: Borgo Cervaro - Parco regionale dell'Incoronata - Santuario dell'Incronata |
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15° "Sulletracce degli anichi Cavaliei Teutonici" |
Da: Cerignola a: Cerignola via: Borgo Libertà - Diga di Capacciotti |
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16° "Le saline tra Storia e Natura" |
Da: Margherita di Savoia a: Margherita di Savoia via: Trinitapoli - Riserva Naturale delle Saline di Margherita di Savoia |
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1° "Il Gargano Segreto"
Da: San Nicandro Garganico a: San Nicandro Garganico via: San Marco in Lamis - Cagnano Varano


Difficoltà: medio-alta.
Lunghezza: il sentiero si snoda ad anello, per una lunghezza di circa 81 km su strade interamente asfaltate anche se a tratti sconnesse.
Il tratto che segue il Convento di San Matteo a San Marco in Lamis è, a tratti, dissestato e quindi richiede particolare attenzione ed una velocità sempre moderata, soprattutto in discesa.
Percorribilità: tutto l’anno tranne che in alcuni periodi della stagione invernale, in cui potrebbero essere innevate alcune strade intorno a San Marco in Lamis.
Bici consigliate: mountain bike o bici da corsa.
Temi d’interesse: storico e naturalistico.
Intermodalità: è possibile raggiungere le stazioni di San Nicandro Garganico o Cagnano Varano con il treno proveniente da Foggia-San Severo.
Descrizione generale: questo itinerario permane nel Gargano occidentale, in zone lontane dalle rotte turistiche e quindi poco conosciute: esso attraversa numerosi boschi e pascoli consentendo di incontrare vacche podoliche o capre garganiche, spesso allo stato brado. Si ha l’opportunità di esplorare la Dolina Pozzatina, esempio di depressione naturale del terreno profonda oltre 130 metri e larga 600 metri e di sostare nel Convento di San Matteo a San Marco in Lamis, meta obbligata per chi percorreva la cosiddetta “Via Sacra Longobardorum“, l’itinerario religioso che permetteva ai viandanti e ai pellegrini di giungere al Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, prima di completare il percorso sacro in Terra Santa.
Descrizione dettagliata: dalla stazione ferroviaria di San Nicandro G.co si risale la città, seguendo v.le Vittorio Veneto, lastricato in pietra bianca, fino all’incrocio con il semaforo sulla S.S. 89 che deve essere presa svoltando a sinistra fino ad uscire dal centro abitato. A circa 2500 metri dalla stazione si svolta a sinistra per San Marco in Lamis e si prosegue per circa 6,5 km in salita fino alla deviazione per la Dolina Pozzatina. Superato il bivio della Dolina si riprende la strada per San Marco in Lamis fino a raggiungere il paese che deve essere superato e proseguire fino al km 21.8, svoltando a sinistra in direzione di San Giovanni Rotondo. Dopo circa 2000 metri si svolta nuovamente a sinistra verso il Convento di San Matteo, dove oltre alla visita del convento, si ha la possibilità di rifornire la borraccia e di usufruire dei servizi igienici. Si risale al bivio precedente seguendo, a sinistra, le indicazioni per la Base Scout. Dopo 20 km la strada, che a tratti è dissestata e quindi richiede particolare attenzione, si immette sulla S.P. 43 per Cagnano Varano, da prendere svoltando a sinistra, così come al successivo bivio (Cagnano Varano-Carpino). Si raggiunge quindi, dopo una lunga discesa, Cagnano Varano che deve essere attraversato seguendo le indicazioni per San Nicandro Garganico, raggiungibile dopo ulteriori 21 km.
Da vedere: A San Nicandro Garganico: museo storico Archeologico Etnografico e della Civiltà Contadina, il Castello Normanno Svevo, la chiesa Santa Maria del Borgo, la Dolina Carsica Pozzatina. Cagnano Varano: antico villaggio dei pescatori, l’Idroscalo di San Nicola Imbuti e la Grotta di San Michele Arcangelo. A San Marco in Lamis: il Convento di San Matteo e il Bosco Difesa di San Matteo.
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2° "L'uomo garganico e la roccia"
Da: San Severo a: San Severo via: San Marco in Lamis - Rignano Garganico


Difficoltà: alta.
Impegnativo a causa di una lunga salita che conduce dal torrente Candelaro (25 m. slm) a Borgo Celano (700 m. slm) in circa 13 km. Sconsigliato a principianti.
Lunghezza: la lunghezza totale del percorso, che si snoda ad anello, è di circa 80 km su strade interamente asfaltate ed in buone condizioni e si presta ad essere percorso anche in un’unica giornata.
Percorribilità: tutto l’anno, tralasciando i mesi più caldi, poiché l’itinerario è privo di alberi e quindi di ombra.
Bici consigliate: bici da corsa o mountain bike.
Temi d’interesse: naturalistico, archeologico e religioso.
Intermodalità: è possibile raggiungere la stazione ferroviaria di San Marco in L., ai piedi del Gargano, con il treno delle Ferrovie del Gargano che parte dalle stazioni di Foggia o San Severo.
Descrizione generale: l’itinerario, nel suo primo tratto che conduce da San Severo alle prime salite del Gargano, attraversa estesi vigneti ed oliveti, fiore all’occhiello delle produzioni agricole su cui San Severo fonda la sua economia e cultura. Arrivati ai piedi del Gargano, iniziano i suggestivi paesaggi del Parco Nazionale del Gargano, che qui si caratterizza da una roccia bianca con cui l’uomo, fin dal lontanissimo paleolitico, ha imparato a convivere lasciando ricche testimonianze. Dopo una impegnativa salita, raggiunto e superato Borgo Celano, una sosta, anche ristoratrice, merita il Convento di San Matteo, immerso nei boschi di querce e carpini. Proseguendo, invece per Rignano G.co non si potrà non osservare il fitto reticolo di muretti a secco e particolari edifici in pietra (simili ai trulli) localmente chiamati “pagghiar”, testimonianze di una millenaria tradizione pastorale che ancora oggi si conserva in questa parte del Gargano. Interessanti sono i fenomeni carsici e tra questi le doline (avvallamenti del terreno simili a crateri vulcanici, ma dovuti ad una lenta erosione della roccia calcarea ad opera dell’acqua), di cui si segnala la Dolina Centopozzi, raggiungibile allontanandosi di poco dalla strada per Rignano G.co seguendo le indicazioni stradali. Rignano G.co gode, oltre che di un caratteristico centro storico, di uno splendido panorama che spazia dal Tavoliere alla Murgia barese fino alle vette, quasi sempre innevate, dei monti del Molise e dell’Abruzzo. Scendendo verso la pianura si può raggiungere la graziosa chiesa di Madonna di Cristo circondata da imponenti masserie e da numerosi insediamenti preistorici tra i quali si segnala Grotta Paglicci (non visitabile) abitata fin dal paleolitico è che ha restituito agli archeologi reperti e sepolture molto interessanti, oltre a graffiti su pietra ed osso e pitture e graffiti parietali, uniche in Italia.
Descrizione dettagliata: partendo dalla stazione ferroviaria di San Severo si procede su Viale Giacomo Matteotti fino ad una rotatoria che deve essere superata svoltando a sinistra, in direzione di Foggia. All’incrocio con semaforo si svolta nuovamente a sinistra, sempre seguendo l’indicazione per Foggia. In questo tratto si procederà costeggiando, sulla destra, un tratto di pista ciclabile. Superato l’incrocio, dopo circa 800 metri, si svolta a sinistra su una strada comunale che precede un imponente edificio rosso, ormai fatiscente, un tempo adibito a macello comunale. Proseguendo, a 200 metri si supera un basso sottopasso ferroviario e si prosegue fino all’incrocio con la S.P. 27, da prendere svoltando a sinistra, per poi svoltare a destra 300 metri oltre seguendo l’indicazione per Rignano G.co. Al km 14,9 si raggiunge la S.P. 28, da prendere svoltando a destra, e si prosegue, superando senza svoltare l’incrocio per Rignano G.co, fino all’incrocio per San Marco in Lamis (km 24,9), ove è necessario svoltare a sinistra. Superato questo incrocio comincia la salita e sarà dunque opportuno da subito inserire rapporti agili. La salita si suddivide in due rampe, intervallate da un tratto di leggera salita di circa 2 km. la prima rampa di 5 km (da 25 a 187 m. slm con pendenza media del 4% ) è meno ripida, mentre la seconda è di circa 8 km (da 230 a 700 m. slm con pendenza media del 6%). La prima salita attraversa una zona di cave di pietra circondate da pascoli aridi, estremamente interessante dal punto di vista naturalistico. Il paesaggio è aspro e particolarmente affascinante. I 6 tornanti del tratto più duro permettono di osservare ampia parte del tavoliere e del Golfo di Manfredonia. La salita porta all’abitato di Borgo Celano ed immette nella S.S. 272. Al bivio con semaforo bisogna svoltare a sinistra ed affrontare circa 600 metri di ulteriore salita fino al successivo bivio che sulla destra conduce al convento di San Matteo, dritto a San Marco in L. (direzione per San Nicandro) ed a sinistra a San Marco in L. (direzione per Rignano G.co). Si dovrà dunque svoltare a sinistra ed affrontare un rettilineo (S.P. 22) in ripida discesa che fiancheggia l’abitato di San Marco in L. (da 698 a 585 m. slm) per poi raggiungere un bivio le cui segnalazioni indicano a sinistra la direzione per Rignano G.co. Si dovrà dunque girare a sinistra (S.P. 22) ed affrontare circa 3 km di salita (da 583 a 681 m. slm). A circa 4,5 chilometri da San Marco in L., sulla destra si noterà un tabellone in legno che indica il sentiero che conduce alla Dolina Centopozzi. Si tratta di una depressione naturale del terreno profonda 30 metri e dovuta all’erosione operata dalle acque sul banco roccioso calcareo; molto simile ad un cratere vulcanico. Sul fondo di questa dolina decine di pozzi garantivano agli abitanti della zona il continuo approvvigionamento di acqua, altrove rara o assente. Deviando secondo le indicazioni del tabellone, dopo 800 metri si giunge alla dolina che è stata attrezzata ad area escursionistica, di sosta e di pic-nic con area di parcheggio, tavoli, panche e percorsi naturalistici. Ripreso la S.P. 22, e dunque la direzione per Rignano G.co, il percorso giunge dopo circa 3 chilometri a Rignano G.co (690 m. slm), il cui versante meridionale affaccia su tutta la piana del Tavoliere e da cui è possibile godere di un bellissimo panorama. Da Rignano G.co. una discesa di circa 11 chilometri conduce (da 690 a 25 m. slm con pendenza media superiore al 4%) all’abitato di Villanova in prossimità del Candelaro e dunque nuovamente nel Tavoliere. Durante la discesa è possibile, a circa 7,5 chilometri da Rignano G.co, svoltare a destra e raggiungere la suggestiva chiesa di Madonna di Cristo, attraverso una stradina interrotta da una rudimentale cancellata in filo spinato che può essere aperta ed immediatamente richiusa dopo il passaggio. La discesa prosegue costeggiando la valle ove è situata Grotta Paglicci, frequentata dall’uomo fin dal paleolitico. Al bivio di Villanova si svolta a destra sulla S.P. 23 e poi, raggiunto il successivo incrocio si svolta a sinistra per raggiungere San Severo, seguendo la strada già percorsa all’andata.
Da vedere: A Borgo Celano: il Convento di San Matteo. A Rignano G.co: la Cappella della Madre di Cristo, il centro storico, il Museo della Grotta Paglicci, la Dolina Centopozzi. A Rignano G.co è possibile acquistare il tipico caciocavallo podolico, presidio Slow Food, oltre alla muciska.
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3° "Il Gargano settentrionale lungo la costa ed attraverso la Foresta Umbra"
Da: Vieste a: Vieste via: Foresta Umbra - Vico del Gargano - Peschici


Difficoltà: medio-alta.
La difficoltà è costituita in primo luogo dalle salite e dalla lunghezza del percorso.
Lunghezza: 80 km (percorso ad anello) interamente su strade asfaltate in buone condizioni.
Percorribilità: tranne il periodo invernale in cui le strade potrebbero risultare innevate. Nel periodo estivo le strade risultano trafficate e pertanto richiedono l’estrema attenzione del ciclista.
Bici consigliate: da corsa, da cicloturismo, mountain bike.
Temi d’interesse: naturalistico e paesaggistico.
Intermodalità: è possibile raggiungere in treno la stazione di Calenella, attraversata dall’itinerario cicloturistico nel tratto che congiunge Vico del Gargano a Peschici.
Descrizione generale: l’itinerario turistico ha inizio a Vieste, la più rinomata località balneare del Gargano, nota anche per il suo bellissimo centro storico e le sue lunghe spiagge sabbiose. Da Vieste, percorsi alcuni chilometri nel tratto litoraneo settentrionale, si piega nettamente verso l’interno e dopo appena 7 km dalla costa ci si immerge nella Foresta Umbra: un enorme polmone verde di oltre 10.000 ettari caratterizzato da faggi e tassi plurimillenari, oltre una interessantissima fauna tra cui spicca il capriolo italico, il gatto selvatico e molte specie di picchi. Numerosi percorsi per amanti di trekking e mountain bike permettono di visitare il laghetto e vivere a pieno le parti più nascoste e selvagge. In prossimità del Museo naturalistico si raggiunge la vetta dell’itinerario sfiorando gli 800 metri. La successiva discesa conduce senza troppe difficoltà a Vico del Gargano ove merita visitare il centro storico che si snoda dentro e fuori le antiche mura attorno a caratteristiche torri. Da segnalare inoltre, oltre ai riti collegati al Pasqua ed il Venerdì Santo, la singolare festa di San Valentino, patrono del paese e protettore degli agrumeti, oltre che degli innamorati. Nell’occasioni strade e balconi sono adornati da fronde e frutti di agrumi ed è tradizione per le coppie di innamorati attraversare lo strettissimo Vicolo del bacio. Scendendo da Vico del Gargano si raggiunge l’incantevole Baia di Calenella, ove si può approfittare per un bagno ristoratore e, superato Monte Pucci, si arriva a Peschici, aggrappata ad un costone roccioso a picco sul mare. Seguendo la strada litoranea si torna dunque a Vieste, attraversando incantevoli tratti di costa, alcuni purtroppo ancora sfregiati dal pauroso incendio che nel luglio del 2007 interessò la zona.
Descrizione dettagliata: da Vieste si devono seguire le indicazioni per Peschici (strada litornanea S.P. 52) e, dopo circa 7 km, si raggiunge l’incrocio, da attraversare voltando a sinistra che immette sulla S.P. 52 bis (Umbra-Mare) e congiunge il mare con la Foresta Umbra. A 2,9 km da questo incrocio si raggiunge la S.S. 89 da prendere a destra per circa 300 metri per poi subito abbandonarla svoltando a sinistra riprendendo la S.P. 52 bis e percorrere, in continua salita lungo da Valle del Tesoro, per circa 16 km fino alla vetta del percorso a circa 800 m slm. Questa salita è impegnativa non tanto per le pendenze, che mai superano il 6-7%, ma per la lunghezza e per la quasi assenza di tornanti che, spezzando la salita, riducono lo sforzo muscolare. In Foresta è possibile riposarsi nelle aree attrezzate e rifocillarsi, limitatamente al periodo primavera-estate, nel rifugio. Circa 500 metri oltre lo scavallamento si raggiunge un incrocio che deve essere attraversato seguendo le indicazioni per Vico del Gargano-Peschici. Dopo circa 13 km si raggiunge la Piazza di Vico del Gargano ove è presente la statua di San Francesco. In questa piazza è possibile attingere acqua alla fontana o usufruire dei servizi igienici. Per visitare il centro storico è necessario attraversare la piazza per raggiunge il Castello, da cui iniziano i vari vicoli del centro, altrimenti, proseguendo in questo itinerario cicloaturistico, è necessario svoltare a destra (a sinistra venendo dal centro storico) seguendo le indicazioni per Peschici, prendendo dunque la Statale 528 che, ignorando i vari bivi, dopo circa 9 km di tortuosa discesa immette sulla S.S. 89 da prendere svoltando a destra e che, dopo 2 km, raggiunge la Baia di Calenella. Una strada asfaltata sulla sinistra conduce alla spiaggia. Proseguendo invece dritto, la strada prima costeggia sul lato sinistro la stazione ferroviaria di Calenella e poi inizia una salita di 1,5 km che conduce in prossimità della Torre di Monte Pucci per poi ridiscendere nella baia di Peschici. Una salita di 1,3 km, più volte interessata dal Giro d’Italia, e con qualche tratto con pendenza del 10%, conduce a Peschici. Superata Peschici in direzione di Vieste, seguendo la S.P. 52 e con vari saliscendi si raggiunge l’incrocio con la S.P. 52 bis, già attraversato all’andata, e dunque si procede verso Vieste effettuando gli ultimi 7 km sulla medesima strada.
Da vedere A Vieste: il Centro Storico, il Museo Civico, il Museo Malacologico, la Cattedrale, la chiesa di San Francesco e la necropoli della Salata. A Vico del Gargano: il centro storico e la cinta muraria, il Castello Normanno Svevo, Trappeto medievale “Maratea” e museo etnografico, la chiesa Matrice “Cappella di San Valentino”. È consigliato gustare la tipica paposcia, ovvero un panino farcito cotto al forno. A Peschici: il Centro Storico, la chiesa della Madonna di Loreto, la Porta del Ponte.
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4° "Tra mare monti del Gargano"
Da: Manfredonia a: Vieste via: Mattinata - Gargano centrale


Difficoltà: impegnativo considerate le lunghe salite.
Il tratto da Manfredonia al bivio per Mattinata è molto trafficato e quindi si raccomanda particolare attenzione.
Lunghezza: 65 km interamente asfaltati.
Percorribilità: ogni periodo dell'anno escludendo i periodi più caldi.
Bici consigliate: da corsa, da cicloturismo o mountain bike.
Temi d’interesse: storico, archeologico e naturalistico.
Intermodalità: è possibile raggiungere Siponto o Manfredonia in treno partendo dalla stazione di Foggia.
Descrizione generale: il percorso incomincia dalla stazione di Siponto, importante abitato di epoca romana del quale rimangono numerose testimonianze archeologiche, che costituiscono l'oggetto di tutela del Parco Archeologico. Oggi Siponto è un rinomata località balneare molto frequentata nel periodo estivo e dalla quale percorrendo il lungomare, ciclabile, è possibile raggiungere il Castello di Manfredonia e il Museo archeologico, famoso per le singolari stele antropomorfe che raffigurano rituali e momenti di vita quotidiana dell'antico popolo dei dauni. Dal Castello l'itinerario comincia a salire verso il bivio "la cavola" verso Monte Saraceno che divide il territorio di Manfredonia da quello di Mattinata. Proprio su quella parte di cresta di Monte Saraceno, che scende verso il mare, è presente la necropoli di monte Saraceno costituita da fossati e centinaia di cavità (tombe a grotticella) utilizzate dai Dauni per inumare i propri cari, talvolta sormontati da lastre in pietra e rocce dalle fattezze umane. Raggiunta Mattinata e la sua incantevole baia, si piega verso l’interno seguendo la S.S. 89. Il primo tratto è arido e caratterizzato da roccia affiorante, profondi valloni e ripide pareti dove nidificano falchi e corvi imperiali. Nella parte sommitale del percorso si gode finalmente del frescura di boschi di querce e carpini, per poi godersi la facile discesa verso Vieste.
Descrizione dettagliata: dalla stazione di Siponto ci si dirige in direzione del mare e quindi si procede a sinistra sul lungomare fino al castello, proseguendo sul lungomare per ulteriori 800 metri, si svolta a sinistra su via Dante Alighieri fino a raggiungere via Gargano, da prendere a destra e da seguire per 700 metri fino all’immissione, fuori dall’abitato, sulla S.S. 89. Questo primo tratto della S.S. 89 è abbastanza trafficato e dunque si raccomanda attenzione, almeno fino al bivio (da prendere a sinistra) per Mattinata (strada panoramica) che segue l’indicazione del km 154 della statale. Questo tratto in salita scavalca il Monte Saraceno di cui si è già detto in precedenza. Immessi nuovamente sulla S.S. 89 si prende la direzione per Mattinata, tenendosi sempre sulla destra e per circa 800 metri, fino ad un incrocio ove è necessario svoltare a sinistra seguendo l’indicazione per l’abitato di Mattinata che, dopo una salita, immette sul corso Matino (via principale di Mattinata) che deve essere interamente percorso fino alla prima periferia del paese, ovvero fino ad un incrocio canalizzato che reimmette sulla S.S. 89 in direzione per Vieste. Presa la direzione di Vieste (si tratta della S.S. 89 e non S.P. 53 che conduce sempre a Vieste, ma lungo la litoranea molto trafficata e con continui saliscendi) una continua salita, mai troppo ripida e poco trafficata, conduce fino ai 700 m. slm. per poi trasformarsi in discesa fino alle porte di Vieste (per raggiungere Vieste da Mattinata, si può percorrere le strada litoranea S.P. 53, molto panoramica, ma si sconsiglia il periodo estivo a causa del notevole traffico). Dotarsi di sufficiente acqua e viveri considerato che da Mattinata a Vieste non sono presenti ne sorgenti ne punti di ristoro.
Da vedere:
A Manfredonia: la Cattedrale e le tante chiese, il Castello e il Museo Nazionale. A Mattinata: il Rione Junno, la chiesa Santa Maria della Luce, la Villa romana dell’Agnuli e il Museo Civico. A Vieste: il centro storico, il Museo Civico, il Museo Malacologico, la Cattedrale, la chiesa di San Francesco.
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5° "Il gran tour della Costa settentrionale"
Da: Vieste a: Poggio Imperiale (stazione ferroviaria) via: Mattinata - Gargano centrale


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Difficoltà: media. Particolarmente lungo, con salite tra Peschici e Vieste; si consiglia di dividerlo in due giornate. La S.P. 41, tra il Lido del Sole e Capoiale, è costituita da un lungo rettilineo che può costituire pericolo per i ciclisti in transito, quindi si raccomanda particolare attenzione.
Lunghezza: la lunghezza totale del percorso è di circa 96 km e, considerata la lunghezza, non si presta ad essere percorso in un solo giorno.
Percorribilità: tutto l’anno facendo attenzione ai mesi estivi ove il traffico può essere notevole tra Vieste e Torre Mileto.
Bici consigliate: da corsa, da cicloturismo o mountain bike.
Temi d’interesse: storico e naturalistico.
Intermodalità: è possibile raggiungere Lesina, attraverso la Stazione Ferroviaria di Poggio Imperiale o, a due terzi del percorso, la Stazione Ferroviaria di Calenella, in prossimità di Peschici.
Descrizione generale: questo itinerario, unito al quello che da Manfredonia conduce a Vieste, completa idealmente un giro costiero del Gargano. Numerosissime le Torri costiere, ognuna in contatto visivo con le due più vicine, parte di un sistema difensivo fatto erigere durante la dominazione spagnola a salvaguardia delle popolazioni minacciate dalle continue e sanguinose scorribande turche e saracene: da Vieste a Peschici, di cui si segnalano le bellissime spiagge e gli incantevoli vicoli del centro storico, si incontrano le Torri di Porticello, Sfinale, Usmai e Calalunga. Da Peschici a Lesina le torri di Monte Pucci, San Menaio, Cagnano, Torremileto, Scampamorte e Fortore. Nel primo tratto, martoriato in parte dall’incendio del luglio 2007, seguendo la deviazione per la baia Manaccora, si raggiunge la spiaggia ove è presente un imponente grottone in cui il comune di Peschici e la Soprintendenza Archeologica hanno realizzato un importante Parco Archeologico. Tornando a Rodi Garganico, anch’esso dotato di un bel centro storico caratterizzato però da particolari comignoli, si scende costeggiando prima a sinistra la notevole laguna di Varano e poi, a destra, la lunga laguna di Lesina. Le due lagune, profondamente diverse per conformazione e profondità delle acque, minima nella seconda, sono estremamente interessanti nel periodo delle migrazione per il gran numero di uccelli che vi transitano o che vi svernano. Si tratta soprattutto di anatre, folaghe e cormorani. Si suggerisce inoltre una sosta, con eventuale bagno ristoratore, in prossimità della Torre costiera di Torre Mileto ai piedi della quale, alcuni fossati e muri, segnalano la presenza di un importante insediamento preistorico. Lesina ospita un bellissimo Centro Visite del Parco del Gargano e, da questa località, è possibile raggiungere l’altro lato della laguna in catamarano. Arrivando alla stazione di Poggio Imperiale inoltre si attraversano numerose cave di pregiata pietra calcarea che, oltre alla roccia, regalano straordinari reperti agli archeologi.
Descrizione dettagliata: da Vieste si raggiunge il Lungomare Europa che, preso svoltando a sinistra, conduce fino a Peschici non senza alcuni tratti di salita brevi, ma impegnativi. Da Peschici si procede in direzione di Rodi Garganico e da qui verso la località balneare “Lido del Sole” ove, recuperato il percorso costiero non lo si dovrà abbandonare fino alla località di Torre Mileto. I tratti da Vieste a Peschici e da Peschici a Torre Mileto, in estate risultano particolarmente trafficati e quindi si raccomanda particolare attenzione. Dopo circa 4600 metri dalla Torre Mileto si svolta a destra su una strada provinciale che, senza alcuna deviazione, conduce fino alla periferia di Lesina. Da questa di svolta a sinistra fino a Poggio Imperiale e per la sua stazione ferroviaria che costituisce il punto di arrivo dell’itinerario.
Da vedere:
A Vieste: il Centro Storico, il Museo Civico, il Museo Malacologico, la Cattedrale, la Chiesa di San Francesco, la Necropoli della Salata. A Lesina: la chiesa Madre della SS. Annunziata, il Palazzo Vescovile, il Centro visite del Parco Nazionale del Gargano, la Laguna e la Duna di Lesina, l’Oasi "Dune di Lesina". A Peschici: il Grottone di Manaccora, il Parco Archeologico, il centro storico, il Castello, la chiesa della Madonna di Loreto.
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6° "Giro-laguna di Varano"
Da: Vico del Gagano a: Rodi Gargaico via: Ischitella - Crpino - Cagnano Vrano - Rodi arganico


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Difficoltà: poco impegnativo.
Lunghezza: la lunghezza totale del percorso è di circa 67 km su strade interamente asfaltate ed in gran parte a ridotto traffico veicolare. L’itinerario si snoda prevalentemente in discesa e quindi non presenta particolari difficoltà. La S.P. 41, tra Capoiale ed il Lido del Sole, è costituita da un lungo rettilineo che può costituire pericolo per i ciclisti in transito, quindi si raccomanda particolare attenzione. Alcuni tratti tra Carpino e Cagnano Varano sono dissestati, quindi si raccomanda velocità moderata.
Percorribilità: tutto l’anno, tralasciando i mesi più caldi, poiché l’itinerario è in gran parte scoperto.
Bici consigliate: da corsa, da cicloturismo o mountain bike.
Temi d’interesse: naturalistico, storico e religioso.
Intermodalità: è possibile raggiungere Capino o Rodi Gargnio attraverso il treno delle Ferrovie del Gargano.
Descrizione generale: Vico del Gargano, il cui centro storico è tra i più ampi e meglio conservati del Gargano, è il punto di partenza di questo itinerario che raggiunge e percorre interamente la Laguna di Varano per giungere a Rodi Garganico. Vico del Gargano (450 m. slm.) è un’antica cittadina le cui origini si fanno risalire a guerrieri slavi insediatisi attorno all’anno mille, anche se sono numerosissimi i siti archeologici che testimoniano la presenza umana in epoca preistorica, e tra questi si segnala la necropoli di Monte Tabor e le numerose miniere di selce che si trovano lungo la strada che conduce all’incantevole Baia di Calenella. La prima tappa è dedicata ad Ischitella ove la piazzetta ed il suo piccolo castello meritano una visita, prima di proseguire in direzione di Carpino, la culla delle tarantelle garganiche e della rara chitarra battente. Proseguendo verso Cagnano Varano si attraversano immensi oliveti il cui olio, insieme alle Fave di Carpino e le arance di Rodi Garganico, costituiscono il vanto gastronomico del Gargano. Superato Cagnano Varano, qualche chilometro oltre, la Grotta di San Michele (a Cagnano Varano) impressiona i visitatori per essersi conservata immutata per quasi un millennio, come testimoniato dalle tante incisioni lasciate da crociati e pellegrini sulla via per Gerusalemme. Si ridiscende dunque la Laguna, originariamente golfo ostruito dai detriti trascinati a mare dal torrente Fortore, fino alle antiche caserme dell’idroscalo militare di San Nicola Imbuti, risalente al primo conflitto mondiale. Giunti in prossimità del mare si torna a costeggiare la costa settentrionale del Gargano fino a Rodi Garganico, borgo marinaro dai caratteristici comignoli, ove termina l’itinerario.
Descrizione dettagliata: da Vico del Gargano, partendo dalla piazza di San Francesco, si procede in direzione sud-est seguendo le indicazioni per Ischitella. Trecento metri oltre questo incrocio si incontra una rotatoria che va percorsa senza svoltare ne a sinistra ne a destra raggiungendo, con una piacevole e lunga discesa di circa 6 km, le prime abitazioni di Ischitella (314 m. slm). Superata la periferia di Ischitella, dopo circa 500 metri, si raggiunge un tornante che piega a destra ma che, attraversato senza seguirne la direzione, conduce, dopo circa 200 metri, ad una incantevole piazzetta ove è presente il Castello. Tornando indietro si deve riprendere il tornante attraversato poco prima e percorrendo facendo attenzione a girare a sinistra all’incrocio che si incontra, 100 metri oltre, seguendo le indicazioni per Carpino. Dopo circa 600 metri, in prossimità di un tornante che piega a destra, è opportuno effettuare una sosta per godere del bellissimo panorama sulla Lagune e sulle Isole Tremiti. Proseguendo la discesa si raggiunge il sottopasso della Superstrada e, senza attraversarlo, si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni stradali per Carpino, ove un iniziale tratto in salita ed una lunga discesa, conducono dopo circa 8 km. Carpino si segue la strada fino alla piazza (147 m. slm) e, dopo una meritata sosta, si procede lungo la discesa ignorando prima a sinistra una deviazione per Bosco Quarto, invece svoltando a sinistra raggiunta la successiva deviazione ove la segnaletica indica Cagnano Varano. La strada che esce da Carpino in direzione di Cagnano Varano è una strada comunale stretta e poco trafficata, purtroppo, a tratti anche dissestata. Dopo circa 3,5 km si attraversa il sottopasso della superstrada e dopo ulteriori 2,2 km si superano i binari ferroviari che preannunciano l’imminente immissione sulla S.S. 89. La statale va presa svoltando a sinistra ove, poco oltre, inizia la salita che conduce al paese. Dopo circa 1,5 km dall’immissione sulla S.S. 89, in prossimità di un tornante che piega a sinistra, si può svoltare a destra raggiungendo, dopo un tratto di 1100 metri (S.P. 46 bis) di discesa, le rive della Laguna (loc. Bagno di Varano). Ripresa la strada statale, ulteriori 2,8 km di salita conducono alla periferia di Cagnano Varano ove, svoltando a sinistra, è possibile raggiungere la piazza ed il caratteristico centro storico. Terminata la sosta a Cagnano Varano si abbandona il centro cittadino in direzione est verso San Nicandro Garganico, e si costeggia, sul lato destro, la superstrada fino ad incontrare, sempre sulla destra, un sottopasso stradale che attraversato con attenzione, essendo stretto il necessario per ospitare il passaggio di un solo veicolo per volta, supera la superstrada costeggiandola poi quindi sul lato sinistro. Poco oltre si innesta una strada proveniente dal lato destro e che deve essere ignorata. Una discesa conduce quindi al un piazzale, sul lato destro, dal quale è possibile accedere alla suggestiva grotta dedicata al culto di San Michele. Procedendo, sempre in discesa, lungo questa strada si raggiunge la laguna e l’incrocio con la S.P. 42. Si deve proseguire sempre costeggiando la laguna sul lato destro, osservando da questo luogo i ruderi dell’idroscalo militare di San Nicola Imbuti e raggiungendo il successivo incrocio con la S.P. 41 ove si svolta a destra sempre tenendo la laguna sulla destra. Superato il canale di Foce Varano, che collega la laguna al mare, si svolta a destra in via Canale San Marco fino alla riva settentrionale della laguna e fino alla successiva deviazione per la via Isole Pelagie che riconduce alla S.P. 41. Imboccata la Provinciale svoltando a destra, si raggiunge la località turistica del Lido del Sole che deve essere interamente attraversata per raggiungere la strada litoranea che conduce, dopo aver superato i binari ferroviari ed una ripida salita, fino alla periferia di Rodi Garganico e, svoltando a sinistra al successivo incrocio, si raggiunge il bellissimo centro storico.
Da vedere:
A Vico del Gargano: il centro storico e la cinta muraria, il Castello Normanno Svevo, il Trappeto medievale “Maratea” e il Museo Etnografico, la chiesa Matrice “Cappella di San Valentino”. È consigliato gustare la tipica paposcia, ovvero un panino farcito cotto al forno.
A Ischitella: il centro storico, il Castello, le chiese.
A Carpino: la chiesa di San Cirillo, chiesa Madre, chiesa di San Nicola di Mira, chiesetta Santa Croce, il Castello.
A Cagnano Varano: l’antico villaggio dei pescatori, l’Idroscalo di San Nicola Imbuti, la Grotta di San Michele Arcangelo.
A Rodi Garganico: il Centro Storico, le chiese, i giardini di arance, i resti del Castello, il Palazzo Arciuli.
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7° "Tra mare e colli della Daunia"
Da: Marina di Chieuti (stazione ferroviaria) a: Marina di Chieuti (stazione ferroviaria) via: Chieuti - Serracapriola - San Paolo di Civitate


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Difficoltà: poco impegnativo.
Percorribilità: tutto l’anno, tralasciando i mesi più caldi, poiché l’itinerario è in gran parte scoperto.
Lunghezza: la lunghezza totale del percorso è di circa 65 km su strade interamente asfaltate ed in gran parte a ridotto traffico veicolare.
Bici consigliate: da corsa, da cicloturismo o mountain bike.
Temi d’interesse: storico e naturalistico.
Intermodalità: è possibile raggiungere in treno la stazione di Marina di Chieuti.
Descrizione generale: Chieuti, Serracapriola e San Paolo di Civitate sorgono sui primi colli dei Monti Dauni, non lontano dal mare, ai confini con il Molise. Caratteristiche che evidenziano forti contaminazioni storiche e culturali con i popoli della penisola, ma anche di oltre adriatico. Singolare è il caso di Chieuti il cui caratteristico dialetto testimonia la lunga presenza di albanesi insediatisi nella zona fin dal 1400. Serracapriola domina dall’alto di una collina, con il suo possente Castello, sia il Tavoliere che il mar Adriatico con le Isole Tremiti. San Paolo di Civitate è nota invece oltre che per le sue produzioni agricole, anche per l’importante sito archeologico, prima dauno e poi romano, di Tiati Teanum Apulum e il Museo Civico, che custodisce gli importanti reperti archeologici rinvenuti nella zona. Da visitare inoltre l’imponente complesso monastico di chiesa di Santa Maria di Ripalta.
Descrizione dettagliata: dalla stazione di Marina di Chieuti, spalle al mare, si raggiunge l’incrocio semaforico, sulla S.S. 16, che deve essere attraversata facendo attenzione in quanto molto trafficata. Superato il semaforo ci si trova sulla S.P. 44 che va percorsa per circa 9 km fino al raggiungimento di Chieuti. Attraversata Chieuti, sempre sulla S.P. 44 si prosegue per ulteriori 4,3 km fino all’ingresso di Serracapriola, ove un incrocio con STOP deve essere superato svoltando a sinistra. Di Serracapriola si nota immediatamente l’enorme Corso Garibaldi ed il caratteristico castello. Superata la fontana a sinistra e, dopo alcuni tornanti, si raggiunge l’incrocio con la S.P. 45 che si supera svoltando a sinistra. Dopo circa 14 km si raggiunge San Paolo di Civitate. Arrivati e superata la Villa Comunale, si svolta a sinistra in direzione di Ripalta, che si raggiunge dopo 14 km. Dall’incrocio che precede Ripalta si svolta a sinistra in direzione di Chieuti, che si raggiunge dopo circa 11 km. A Chieuti si svolta a destra riprendendo la strada già percorsa all’andata fino a Marina di Chieuti.
Da vedere:
A Chieuti: la Chiesa di San Giorgio, le mura turrite e l’antica torre. A Serracapriola: il Convento dei Padri Cappuccini, il Castello, il Palazzo Argana, le chiese di San Mercurio e S. Maria in Sylvis. A San Paolo di Civitate: il Museo Archeologico, l’Area archeologica di Teanum Apulum, la Cattedrale , le cappelle e il Palazzo Baronale. A Lesina: il Castello e il Monastero di Ripalta.
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8° "I castelli di Federico II"
Da: Lucera a: Lucera via: Castelforentino - Torremaggiore


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Difficoltà: poco impegnativo.
Percorribilità: tutto l’anno, tralasciando i mesi più caldi, poiché l’itinerario è in interamente scoperto.
Lunghezza: la lunghezza totale del percorso, che si snoda ad anello, è di 63 km su strade interamente asfaltate ed in buone condizioni e si presta ad essere percorso in una giornata intera.
Bici consigliate: da corsa, da cicloturismo o mountain bike.
Temi d’interesse: storico ed archeologico.
Intermodalità: nel corso del 2009 è prevista l’attivazione del collegamento ferroviario tra Foggia e Lucera.
Descrizione generale: questo itinerario ripercorre i luoghi più suggestivi del periodo medievale federiciano in Capitanata. Lucera è il punto di partenza e d’arrivo dell’itinerario e questa località è da segnalare per la presenza di un imponente Anfiteatro romano e del Castello Federiciano, ove Federico II trascorse molto tempo trasferendo dalla Sicilia una colonia saracena. L’itinerario prosegue in direzione di Torremaggiore, sostando in un luogo di grandissimo fascino, ovvero i ruderi di Castel Fiorentino, ove l’Imperatore svevo trovò la morte. Il silenzio di questo ameno colle ed i resti dell’antico abitato quasi rievocano quel tragico momento. Centinaia di turisti tedeschi ogni anno tornano in questo luogo a commemorare il “loro” imperatore. La tappa successiva è Torremaggiore, una città nota per le sue produzioni agricole ed in particolare per il vino. L’itinerario inoltre percorre Via Fiani, una delle più belle e suggestive vie del paese, ancora lastricato da grossi massi in pietra calcarea, conducendo allo splendido Castello Ducale, edificato, dopo disastrosi terremoti, sulle rovine del castello federiciano.
Descrizione dettagliata: da Lucera (Porta Troia - 650 metri dalla stazione ferroviaria), seguendo le indicazioni per il centro e la Villa Comunale e poi per San Severo, ci si immette sulla discesa della S.P. 109, che dopo alcuni tornanti conduce ai piedi della città. Dopo poche centinaia di metri del tratto pianeggiante, si svolta a sinistra sulla S.P. 8 in direzione si Catelnuovo della Daunia. Al successivo bivio, dopo circa 8,7 km, si svolta a destra sulla S.P. 18 e quindi dopo 2,8 km, al successivo incrocio, a sinistra sulla S.P. 17. Da questa si potrà scorgere sul lato destro una collinetta sormontata da un rudere, la Torre di Castel Fiorentino, che segnala la prossimità del borgo medievale. Uno sterrato preso a destra, alla base della collina, consente di raggiungere, dopo circa 600 metri, la sommità della collinetta e dunque di visitare i ruderi dell’abitato medievale. Ripresa la S.P. 17, si attraversa il successivo incrocio senza svoltare e immettendosi sulla S.P. 9 si prosegue per ulteriori 4 km, svoltando a destra sulla S.P. 10 che, dopo 6,8 km si arriva ai piedi di Torremaggiore, così si raggiunge l’incrocio con la S.P. 12 che deve essere attraversato svoltando a sinistra ed in salita fino all’ingresso del paese. Un ampio curvone a sinistra conduce al caratteristico Castello di Torremaggiore. Terminata la sosta e la visita al Castello, si prosegue, seguendo il senso unico di fianco al Castello, fino alla Piazza Agostino Sforza ed all’incrocio con via Fiani, da prendere svoltando a sinistra. Superato l’arco si prosegue, sempre su un pavimento lastricato, fino all’incrocio con una strada asfaltata (via Montebello), da prendere svoltando a destra. Ignorando tutti i successivi incroci per Lucera e San Severo, si raggiunge la località di Palmori ove, svoltando a destra, si procede fino alla città federiciana ove si conclude l’itinerario.
Da vedere:
A Lucera: l’imponente anfiteatro romano, il Castello Federiciano, la Cattedrale, il ricco Museo Civico, la chiesa di San Francesco, in cui sono custodite le spoglie del “Padre Maestro” San Francesco Antonio Fasani, il santo di Lucera.
A Torremaggiore: l’Area Archeologica di Castel Fiorentino, il Castello Ducale e la mostra permanente di Castel Fiorentino, la Chiesa Madre di San Nicola, Santa Maria della strada, Maria SS della Fontana, Santa Maria degli Angeli. Si consiglia, infine, di far visita alle cantine per apprezzare la qualità del vino prodotto nella zona.
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9° "Da Lucera ai Monti Dauni"
Da: Lucera (stazione ferroviaria) a: Lucera (stazione ferroviaria) via: Pietramontecorvino - Alberona - Tertiveri


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Difficoltà: impegnativo a causa delle lunghe salite. Il tratto che da Pietramontecorvino conduce a Monte Sambuco è a tratti dissestato. Da Biccari a Tertiveri potrebbero esserci smottamenti del terreno che deformano la carreggiata della strada.
Percorribilità: primavere, estate, autunno; in inverno rischio di strade innevate e/o tratti ghiacciati.
Lunghezza: la lunghezza totale del percorso, che si snoda ad anello, è di circa 72 km su strade interamente asfaltate ed in gran parte a ridotto traffico veicolare.
Bici consigliate: bici da corsa o mountain bike.
Temi d’interesse: storico e naturalistico.
Intermodalità: nel corso del 2009 è prevista l’attivazione del collegamento ferroviario tra Foggia e Lucera.
Descrizione generale: il nostro itinerario sui Monti Dauni parte da Lucera, un centro sorto sulla sommità di un colle da cui domina sulla pianura della Capitanata. Il sito vanta origine antichissima, una notevole importanza come “municipium” in epoca romana e città strategica per bizantini e longobardi grazie alla sua posizione, che si sviluppò ampiamente sotto Federico II, che la ebbe residenza privilegiata. Oggi è uno dei comuni più sviluppati dei Monti Dauni, si pone come sentinella dei piccoli borghi sorti sul Subappennino che, per secoli ha costituito un sistema difensivo naturale del Tavoliere, testimoniato dalle tante torri e castelli che merlano ogni collina e monte. Il percorso si spinge fino a alcuni tra i più interessanti paesi dei Monti Dauni settentrionali come Pietramontecorvino e Alberona. Petramontecorvino, è un paese dominato dalla possente Torre e dal bellissimo Palazzo Ducale, da cui si estende il borgo antico, detto “Terra vecchia”, che costituisce uno dei più belli borghi d’Italia. L’itinerario prosegue in cresta su Monte Sambuco sfiorando i 981 m. slm. Prima di dirigersi verso Volturino, e quindi Alberona, “Bandiera arancione” del Touring Club.
Il percorso si muove tra boschi e campi di grano e girasole, ove l’armonia del paesaggio è a tratti rotta da imponenti aerogeneratori che, sempre più numerosi, stanno affollando i Monti della Daunia. Prima di giungere a Lucera si costeggiano i ruderi dell’antico borgo medioevale di Tertiveri.
Descrizione dettagliata: da Lucera, spalle a Porta Troia, si scende a destra percorrendo la via Appulo Sannitica (S.S. 17) per circa 800 metri fino ad un incrocio ove, seguendo le indicazioni per Pietramontecorvino, è necessario svoltare a destra immettendosi dunque sulla S.P. 5, che, ignorando ogni successivo incrocio, va percorsa per quasi 20 km fino al paese. Dopo la visita del centro storico, si attraversa il centro abitato e proseguendo la salita sulla S.P. 5 fino all’incrocio che, circa 7 km dopo, immette, svoltando a sinistra, sulla S.P. 4 in direzione di Volturino-Alberona. L’itinerario prosegue sulla cresta sfiorando Monte Sambuco, riconoscibile per le antenne allocate sulla cima e che fa da confine orientale ad un imponente bosco che raggiunge, a nord, la Valle del Fortore e che, si ritiene, possa ancora vantarsi della presenza del Lupo. Dopo circa 7 km la S.P. 4 si immette sulla S.P. 1 e dopo ulteriori 2 km sulla S.S. 17, da percorrere in direzione di Volturara Appula per 1200 metri fino all’incrocio con la S.P. 134, da prendere svoltando a sinistra in direzione di Volturino. Dopo circa 1000 metri, ormai prossimi a Volturino, ancor prima di entrarvi si svolta, qualora non si volesse visitare questo paese, a destra sulla S.P. 135 rimanendovi per circa 8,5 km fino alla periferia più alta di Alberona. Per raggiungere e superare Alberona è necessario svoltare a sinistra abbandonando la S.P. 135 si percorre la S.P. 130 che scende nel fondovalle e dopo 10,3 km, giunge a Borgo di Tertiveri, riconoscibile per i ruderi dell’omonima torre su una collinetta a sinistra della strada percorsa. Da Tertiveri si svolta, appena raggiunto l’incrocio, a sinistra rimanendo sulla S.P. 135, raggiungendo dopo 12,5 km l’abitato di Lucera.
Da vedere:
A Lucera: l’imponente Anfiteatro romano, il Castello Federiciano, la Cattedrale, il ricco Museo Civico, la Chiesa di San Francesco, in cui sono custodite le spoglie del “Padre Maestro” San Francesco Antonio Fasani, il santo di Lucera.
A Pietramontecorvino: il Palazzo Ducale, la Torre Normanna, la Chiesa di Sant’Alberto e la Chiesa di S. M. Assunta.
Ad Alberona: il Museo Antiquarium, la Torre del Priore, il Centro visita dedicato al cinghiale.
A Tertiveri: i resti dell’antico borgo medioevale in passato sede vescovile.
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10° "Tra boschi e mulini dei Monti Dauni"
Da: Foggia a: Foggia via: Biccari - Roseto Valfortore - Alberona


Difficoltà: impegnativo. Primavera, estate e autunno. In inverno rischio di strade innevate e/o tratti ghiacciati. Il tratto da Foggia ad bivio per Torremaggiore è trafficato e richiede particolare attenzione.
Percorribilità: primavera, estate, autunno; in inverno rischio di strade innevate e/o tratti ghiacciati.
Lunghezza: circa 104 km interamente asfaltati.
Bici consigliate: bici da corsa o mountain bike.
Temi d’interesse: storico e naturalistico.
Intermodalità: l’itinerario non è servito da linee ferroviarie e quindi non si presta all’intermodalità.
Descrizione generale: il percorso si snoda nella Valle del Celone, una valle ricchissima di testimonianze archeologiche, come i villaggi neolitici e la Villa paleocristiana di San Giusto, nell'omonima diga, nonché da numerose emergenze naturalistiche. Rappresenta un itinerario impegnativo, soprattutto per il tratto che conduce a Biccari, su fianchi e creste di colline coltivate a grano, dove alcuni saliscendi rendono più faticoso il percorso adatto decisamente ai più allenati. Biccari si presenta come il classico centro di collina da cui si possono godere spettacolari affacci sulle valli circostanti, il cui paesaggio è variegato e compreso tra grandi boschi e tranquilli paesini. La cittadina è dominata dalla Chiesa Madre e dalla Torre Bizantina, ma soprattutto dai boschi che la circondano, il Bosco della Cerasa o l’Orto di Zolfo, ne sono degli esempi, inoltre nelle sue vicinanze si erge maestoso il rilievo più alto della Puglia che con i suoi 1.151 metri domina sulla piana del Tavoliere, il Monte Cornacchia. Lungo il percorso si scorgono le sorgenti del torrente Fortore, in passato abbondati di acqua e per questo sfruttate per muovere grandi macine all'interno dei mulini. Roseto Valfortore, che sorge nella valle del Fortore, merita una visita sia per il suo centro storico, uno dei borghi più belli d’Italia, che per i Mulini ad acqua recentemente restaurati, o anche per fare un tuffo nella piscina artificiale ricavata nella vasca di contenimento delle acque del mulino. L'ultimo paese attraversato è Alberona, uno dei più piccoli centri della provincia di Foggia a cui è stata riconosciuta la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. Le sue case incastonate nel territorio sono circondate da fitti boschi intersecati da torrenti e rii, come il canale dei Tigli, che si caratterizza per le improvvise cascatelle. Terminata la discesa
ai piedi del paese, in località Tertiveri, si ripiega verso Biccari e quindi si torna a Foggia percorrendo il medesimo itinerario dell'andata.
Descrizione dettagliata: l’itinerario dal Municipio di Foggia segue il senso unico su corso Garibaldi e quindi su via Vittime Civili. Si prosegue sempre dritto su via Napoli superando prima la rotatoria all’incrocio con via P. Telesforo e poi quella con la S.S. 16 proseguendo sempre dritto fino a raggiungere la biforcazione che a sinistra conduce a Napoli-Bovino, e dritto a
Troia. Imboccata quest’ultima direzione, 50 metri oltre, si svolta a destra seguendo l’indicazione per Torremaggiore. Dopo circa 1200 metri si incontra un incrocio privo di segnalazioni ove si deve svoltare a sinistra in direzione dei monti dell’Appennino. Senza mai svoltare, si attraverserà prima il tranquillo Borgo San Giusto, a monte dell’invaso artificiale, e poi la S.P. 109.
Proseguendo sempre dritto lungo la S.P. 132 si raggiunge prima Biccari, affrontando qualche breve salita di modesto impegno, e poi, raggiunto il semaforo si svolta a sinistra percorrendo ampi curvoni che salgono fino alla piazza del paese ove è possibile godere delle acque del fontana monumentale e rifocillarsi. Si procede sulla S.P. 129 attraversando il bellissimo bosco della Cerasa (circa 8 km da Biccari), con salite decisamente lunghe ed impegnative si giunge in prossimità di Monte Cornacchia, il rilievo più alto della Puglia. Superando il bosco di quasi 4 km in leggeri saliscendi si raggiunge l’incrocio che a sinistra conduce a Faeto, ma che deve essere preso a destra, rimanendo sulla S.P. 129, in direzione di Roseto Valfortore, tenendo la valle del Fortore sulla sinistra. Una piacevole discesa immette sull’incrocio con la S.P. 130 che a sinistra conduce a Roseto Valfortore, mentre a destra porta ad Alberona. Affrontata da discesa di circa km 2,5 si giunge a Roseto Valfortore, in cui si consiglia una sosta e la visita agli antichi mulini ad acqua restaurati recentemente.
Tornando indietro e affrontato il medesimo tratto, questa volta in salita, si giunge all’incrocio tra la S.P. 129 e la S.P. 130, per proseguire su quest’ultima seguendole indicazioni per Alberona che dista circa 8 km. Si segnala, poche centinaia di metri prima di Alberona, una biforcazione che deve essere affrontata rimanendo sulla destra, ovvero la strada principale che conduce ed attraversa Alberona, in continua discesa, si scende nel fondovalle percorrendo alcuni tornanti e tratti di strada (S.P. 130) che meritano particolare attenzione a causa dei numerosi smottamenti che interessano la zona. Proseguendo sempre su questa provinciale, si raggiunge il Borgo di Tertiveri (circa 10 km da Alberona), dove si svolta a destra in direzione di Biccari (S.P. 133) che, raggiunta dopo 5 km, conduce all’incrocio con semaforo già affrontato all’andata e che dunque conduce a Foggia per le stesse strade percorse all’andata.
Da vedere:
A Biccari: il Museo Etnografico della Civiltà contadina e dell’artigiano, la Torre, la Chiesa Madre.
A Roseto Valfortore: il Centro Storico con le tipiche sculture in pietra come ad esempio i bassorilievi di Tullio
e Manlia, il Centro di Ecologia Appenninica, i Mulini ad acqua.
Ad Alberona: il Museo Antiquarium, la Torre del Priore, il centro visita dedicato al cinghiale. A Tertiveri: i resti dell’antico borgo medioevale in passato sede vescovile.
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11° "Lungo la Valle del Celone"
Da: Foggia a: Foggia via: Caselluccio Valaggiore - Faeto - Celle San Vito


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12° "Andar per Castelli della Daunia"
Da: Panni (stazion ferroviaria) a: Bovino (stazione ferroviaria) via: Panni - Accadia - Sant'Agata di Puglia - Deliceto - Bovino


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13° "Da Asculum ad Herdonia lungo la ia Appia-Traiana"
Da: Foggia a: Foggia via: Ascoli Satriano - Ordona


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14° "Lungo il Tratturo della Trsumanza"
Da: Foggia a: Foggia via: Borgo Cervaro - Parco regionale dell'Incoronata - Santuario dell'Incronata


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15° "Sulle tracce degli anichi Cavaliei Teutonici"
Da: Cerignola a: Cerignola via: Borgo Libertà - Diga di Capacciotti


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16° "Le saline tra Storia e Natura"
Da: Margherita di Savoia a: Margherita di Savoia via: Trinitapoli - Riserva Naturale delle Saline di Margherita di Savoia


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