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Stornarella

Distanza dal capoluogo: Km. 30
Abitanti: 5100
Cap: 71048
Supeficie: Kmq 34
Altitudine: 154 m.s.l.m.
Sito web ufficiale:


Non si può parlare di Stornarella prescindendo dalle sue produzioni agricole. La fertilità delle sue terre - arsura e siccità permettendo - garantisce da molti decenni straordinarie produzioni cerealicole, vinicole e soprattutto di pomodoro, ormai noto come l’oro rosso.

Origine

Fin dal 1200 e forse anche prima, questa zona che comprende i tenimenti dei due comuni di Stornara e Stornarella portava il nome di "La Stornara". In questa tenuta vi era un casale ed in esso Federico II nel 1225 aveva insediato una piccola colonia di saraceni fatti venire dalla Sicilia. Nel 1330 Carlo II D'Angiò espulse e disperse definitivamente gli arabi ed il casale, pur facendo parte della Corona, venne dato in feudo a diversi cortigiani e cavalieri francesi. Con l'istituzione della Dogana delle pecore attuata dal Re aragonese Alfonso I, nel 1443 per riodinare l'antichissima transumanza delle pecore, che venivano a svernare in Puglia dal Molise e dagli Abruzzi, Stornarella divenne una delle "Locazioni particolari" dove poter pascolare. Le pecore dei locati giungevano e ripartivano attraverso strade armentizie dette "tratture". I più grandi erano larghi 111 metri.

Il nome di Stornarella compare per la prima volta nel 1600 quando i Gesuiti stabilirono la loro "Residentia Asturnariensis" in queste terre. Dopo l'espulsione dei Gesuiti tutti i beni immobili vennero confiscati dal Regno di Napoli e nel 1773 le masserie divennero centri abitati da nuclei di coloni. Così nacquerò i Cinque Reali Siti: Orta, Ordona, Carapelle, Stornara e Stornarella.

Oggi Stornarella è un paese con un'economia prevalentemente agricola. La sua storia, la sua civiltà contadina, sono ancora espressione della vita sociale del paese con i suoi usi e le sue consuetudini. Con l'agricoltura, oltre a produzioni come il grano duro, vino, olio d'oliva, si segnala quella ortofrutticola come pomodori, broccoli e cime di rapa.

Luoghi da visitare

Chiesa Parrocchiale ove vi si conserva un grande quadro ad olio -la Madonna col Bambino del 1614 - attribuito ad Antonio Marotta;  Monumento ai Caduti; Diga di Capacciotti, Masserie dei dintorni;Chiesa Maria SS. della Stella.

Per Informazioni: Comune: tel. 0885/437211 - fax 0885/437226


We can’t speak about Stornarella without taking its farm produce into due consideration. For many decades the fertility of its soil, if it isn’t menaced by scarching heat and drought, has guaranteed cereal, wine and especially tomato production, at present the latter is known as red gold.

Origins

Since 1200 and perhaps even before, this area comprising the estate of the Communes of Stornara and Stornarella was called “La Stornara”. In this estate there was a hamlet where in 1225 Frederic II had sent a small colony of Saracens from Sicily. In 1330, Charles II D’Angiò expelled and dispersed the Arabs once and for all and the hamlet which belonged to the Crown was granted to a lot of French courties and knights. In 1443 with the institutions of the sheep Dogana brought about by the Aragonese King Alfonso I to reorganize the very old transhumance of the sheep, coming from Molise and the Abruzzi to winter in Apulia, Stornarella became one of the “Particular Tenancies” where it was possible to graze. The leaseholders’ sheep arrived here and went back home through herd pathways called “tratturi”. The largest of them were 111metres wide. The name of Stornarella appears for the first time in 1600 when the Jesuits established their “Residentia Asturnariensis” in this area. After the Jesuits’ expulsion, all the immovable properties were confiscated by the kingdom of Naple and in 1773 the farms became centres inhabited by nuclei of farmers. This way the Five Royal Sites originated: Orta, Ordona, Carapelle, Stornara and Stornarella.

Nowadays Stornarella has a prevailingly agricultural economy.

Its history, its peasant civilization are still the expression of the town social life with its habits and customs. Together with agriculture, besides the productions of hard wheat, wine, olive oil, we point out the fruit and vegetable production with tomatoes, broccoli and turnip tops.

Sights

Parish Church housing a big oil painting, The Madonna with the Child of 1614, which is attributed to Antonio Marotta; War Memorial; Diga di Capacciotti; neighbourhood Farms.

 
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